salari degli italiani fermi per una contrattazione collettiva fallimentare

L’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) ha evidenziato un aumento del 1% dei salari dei lavoratori italiani dal 1991 a oggi, nettamente inferiore rispetto alla media europea, attestata al 32% secondo i dati dell’OCSE.

“L’analisi condotta dall’INAPP – ha affermato il Segretario Generale di Confintesa Prudenzano – ha criticato il sistema contrattuale italiano, indicando una sua incapacità nel garantire un adeguato allineamento dei salari all’aumento del costo della vita nel corso degli anni.

Da tempo Confintesa denuncia la sclerotizzazione del sistema contrattuale:

Il sindacato – spiega Prudenzano – ha lungamente segnalato il paralizzarsi dei contratti, derivante da politiche di relazioni industriali inefficaci, e ha richiesto anche l’introduzione di normative che coinvolgano i lavoratori nei profitti aziendali, attuando l’articolo 46 della Costituzione Italiana.

Il dibattito aperto da questo rapporto dell’INAPP pone l’accento sulla necessità di rivedere e riformare il sistema contrattuale italiano, promuovendo un coinvolgimento più attivo dei lavoratori nella determinazione delle condizioni economiche.

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